Antiche varietà di uva rinascono nel cuore del deserto del Negev

L’innovativo vigneto è frutto di un progetto di ricerca incentrato sullo studio di antiche varietà di uve endemiche nel Parco nazionale di Avdat, in Israele.

239

Nel Parco nazionale di Avdat, alla presenza del ministro della Protezione Ambientale d’Israele, Idit Silman, ha avuto luogo un evento storico: due antiche varietà di uva sono state piantate proprio nel vigneto in cui venivano originariamente coltivate millecinquecento anni fa. Le viti sono state recuperate da semi trovati negli scavi archeologici di Avdat e da un’innovativa ricerca sul DNA, condotta dal prof. Guy Bar-Oz dell’Università di Haifa.

Le varietà del deserto del Negev sono uniche ed erano utilizzate per produrre un vino che divenne famoso in tutto il Mediterraneo e non solo, nel corso del primo millennio dopo Cristo. Il ritrovamento e la rimessa a dimora di questi antichi vitigni nel Negev rafforza ulteriormente l’identità dell’area, come regione vinicola desertica con profonde radici storiche e una tradizione di viticoltura davvero unica.

Il Parco Nazionale di Avdat

Il Parco nazionale di Avdat, una delle principali località della Strada del Vino del Negev, grazie al suo ruolo nella Via dell’Incenso Nabatea, è un sito del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

La città di Avdat era infatti un importante centro di produzione ed esportazione di vino nel mondo antico: dal quarto al settimo secolo dopo Cristo, la regione era nota come fonte di vino di qualità per tutto l’impero bizantino. Il vino del Negev veniva esportato addirittura fino all’odierna Inghilterra.

Due antiche varietà di uva locali

Le varietà di uva scoperte dalla ricerca genetica condotta sui semi rinvenuti negli scavi di Avdat ne includono due locali, Sariki e Beer, che sono proprio endemiche del Negev. L’impianto del vigneto storico prevede anche il ripristino di tre appezzamenti di vigneto vicino ai cinque antichi torchi scoperti nel sito.

Questo vigneto storico è stato realizzato secondo la struttura tradizionale che era comune tra gli agricoltori di Israele durante i periodi della Mishna e del Talmud (I-VII secolo d.C.).

 

Questo progetto scrive, quindi, un altro importante capitolo della storia enologica della regione, che si è sviluppata notevolmente negli ultimi anni, unitamente alla creazione del Consorzio del Vino del Negev con oltre 40 aziende vinicole distribuite tra il Negev settentrionale ed Eilat.

La Strada del Vino del Negev

La Strada del Vino del Negev possiede una spiccata rilevanza culturale, capace di combinare l’antica eredità del vino del Negev con la pionieristica enologia contemporanea. Le azioni di sviluppo dedicate a questa zona prevedono piani per la piantumazione delle varietà storiche Sariki e Beer, accanto alle centinaia di ettari di varietà conosciute e attualmente coltivate, come Chardonnay, Chenin Blanc, Sauvignon Blanc, Malbec, Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot.

Israele è un pioniere nello studio del deserto

In merito a questa ricerca, il professor Guy Bar Oz ha rilevato: “Lo Stato di Israele è un pioniere su scala mondiale nello studio del deserto. Questo vigneto sperimentale integra passato, presente e futuro e incarna, in modo tangibile, il peso specifico inerente allo sviluppo agricolo sostenibile e il suo effetto sui prodotti locali. In particolare, il vigneto contribuirà a far comprendere le condizioni degli antichi sistemi agricoli, esalterà il potenziale dell’intraprendenza umana alla luce dei limiti di una regione arida e il contributo unico del deserto alle caratteristiche dell’uva da vino del Negev”.

Lamberto Mazzotti