Bologna celebra sua Maestà, il Tortellino d’oro

Presentato a Palazzo Malvezzi di Bologna il volume “Sua Maestà il Tortellino di Bologna - The King” e premiati dalla Confraternita del Gnocco d’Oro i migliori tortellini sotto le Due Torri.

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Gran festa a Palazzo Malvezzi di Bologna per la presentazione del volume “Sua Maestà il Tortellino di Bologna – The King”, edito da Artestampa Edizioni, insieme alla cerimonia di premiazione del concorso “Tortellino d’Oro di Bologna 2019”, bandito dalla Confraternita del Gnocco d’Oro in collaborazione con la Dotta Confraternita del Tortellino, l’associazione Tour-Tlen, le Sfogline di Bologna e provincia, La San Nicola e Modena a Tavola.

Il miglior tortellino sotto le Due Torri

La vittoria per il miglior tortellino nell’area metropolitana bolognese è andata a due simboli della gastronomia felsinea: a trionfare tra i ristoranti è stato “Al Pappagallo” di Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti (Bologna) per “l’inestimabile eredità culinaria petroniana racchiusa in una cucina di antiche tradizioni e nuove emozioni, servite ai tavoli di un ristorante elegante e raffinato che all’alba dei suoi cento anni di vita continua a emozionare bolognesi, italiani e stranieri”. Al secondo posto si è classificato “Il Salotto” di Crevalcore, mentre sul terzo gradino del podio è salita l’enoteca “Giro di Vite” di Bologna.

Per i pastifici bolognesi, invece, al primo posto si è piazzata “La Baita Vecchia Malga” con sede in Zola Predosa, nel primo hinterland del capoluogo, ma con flagshop sia in centro a Bologna che all’Aeroporto Marconi, davanti a “Sfogliamo” all’interno di Fico (BO) e a “Pasta Fresca Simoni” di Bologna.

40 assaggiatori e… un’indigestione di tortellini

Per arrivare a decretare i migliori tortellini bolognesi sono stati assoldati 40 assaggiatori che per oltre due mesi, in più di 150 tra pranzi e cene in incognito hanno assaggiato, valutato e votato a più riprese, i tortellini dei ristoranti partecipanti. Per i pastifici, invece, è stata predisposta una seduta straordinaria di “tortellino tasting”, durante la quale un’autorevole giuria ha assaggiato 400 portate di tortellini dei pastifici artigianali bolognesi per decretare i vincitori.

Una preziosa… bibbia per gourmet

A chiudere il cerchio un prezioso volume illustrato di oltre 300 pagine (testo in italiano e in inglese) “Sua Maestà il Tortellino di Bologna – The King” a cura di Luca Bonacini e Giancarlo Roversi, edito da Artestampa Edizioni, che raccoglie, oltre alla storia e alle origini della “pasta ripiena” per eccellenza, ricette, aneddoti e 60 interviste ad attività produttive legate alla storica specialità petroniana.

 

Il piatto principe della tavola bolognese è andato, infatti, sotto la lente d’ingrandimento, con una ricca e interessante parte storica del volume, curata da Giancarlo Roversi, dove si scopre la genesi del tortellino, cui fa seguito un approfondimento sul tortellino street-food di Luca Bonacini.

Da Gianni Brera a Enzo Ferrari

Il soggiorno di un giovane Mozart e i gusti a tavola di alcuni grandi musicisti sono il contributo del musicologo Daniele Rubboli, seguito da un ricordo su Enzo Biagi legato alla tavola e ai tortellini. Tutti gli abbinamenti enologici con i tortellini sono esplorati da Francesco Cioria, sommelier del San Domenico di Imola, mentre la storia del brodo e le sue cointeressenze con i tortellini sono investigati da Federica Badiali. Tra i tanti estimatori del tortellino, l’indimenticato Gianni Brera che preferiva quelli di Dina Biagi a Casalecchio e di Silvio in fondo a Via Volturno a Bologna, ma è impossibile non ricordare Enzo Ferrari che amava sedersi a pranzo ai tavoli del mitico Diana in via Indipendenza.

A conclusione della cerimonia Carlo Bonacini, curatore del progetto, ha presentato i risultati del sondaggio effettuato su un campione di 100 ristoranti bolognesi e modenesi per stabilire le differenze tra la ricetta dei tortellini di Bologna e la ricetta di quelli modenesi.

 

www.edizioniartestampa.com

Lamberto Mazzotti